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Relazioni Esterne – Commercio – Sviluppo

4. Sviluppo e aiuti umanitari

L’UE č diventata uno dei maggiori fornitori di aiuti a molti paesi in via di sviluppo, specialmente quelli del gruppo Africa, Caraibi e Pacifico (ACP), molti dei quali sono ex colonie dei paesi membri. Il Fondo Europeo di Sviluppo raccoglie i fondi per lo sviluppo forniti dai paesi membri per i paesi ACP e viene gestito separatamente dal bilancio comunitario. L’UE fornisce anche aiuti umanitari per sostenere i paesi colpiti in caso di crisi di ogni tipo. Ogni anno la Commissione europea distribuisce piů di 7 miliardi di euro sotto forma di aiuti.

L’UE favorisce il rispetto dei diritti umani in tutto il mondo. Nell’ambito di questi sforzi, l’UE ha legato tutti i suoi progetti di cooperazione commerciale ed economica e di aiuti allo sviluppo al rispetto dei diritti umani. Se un paese partner infrange i diritti umani fondamentali, l’Unione europea usa lo strumento economico per sospendere tutti gli accordi commerciali con quel paese fino a quando non dimostrerŕ di aver raggiunto livelli soddisfacenti di rispetto dei diritti. Attraverso i programmi di assistenza ai paesi in via di sviluppo, e in particolare a quelli ACP, l’UE cerca di rafforzare i processi democratici, contribuire agli sforzi di ricostruzione e aiutare i paesi ad elaborare loro politiche macroeconomiche.

L’UE gestisce anche programmi per aiutare i paesi non membri ad essa vicini – Europa orientale, Balcani, Caucaso, Mediterraneo e Medio Oriente - a sviluppare e rafforzare la democrazia e l’economia di mercato fornendo l’assistenza di esperti. Il programma TACIS, ad esempio, fu lanciato per aiutare la Russia e le ex Repubbliche Sovietiche ad affrontare il periodo di transizione alla democrazia e alle economie di mercato dopo il collasso del comunismo. I paesi dell’ex Jugoslavia e dei Balcani Occidentali sono particolarmente importanti per l’Unione europea. La Slovenia č entrata nell’UE nel 2004, la Croazia sta trattando la sua adesione e altri paesi, come l’Albania, la Bosnia Erzegovina e Montenegro, hanno concluso accordi di associazione con l’Unione come primo passo verso l’adesione all’UE.

La regione del Mediterraneo e del Medio Oriente ha un’importanza strategica enorme per l’UE. Nel 1995, fu lanciato il cosiddetto Processo di Barcellona per creare un quadro in cui inserire le relazioni con i paesi della regione. Gran parte di essi hanno ora stipulato accordi di associazione con l’Unione. L’obiettivo finale dell’UE č quello di creare una zona di libero scambio euro-mediterranea entro il 2010. Inoltre, insieme a Stati Uniti, Russia e Nazioni Unite, l’UE č impegnata a trovare una soluzione politica duratura per il conflitto israelo-palestinese.

Attraverso accordi di cooperazione bilaterali, l’UE mira a sviluppare relazioni con i paesi non membri in una vasta gamma di settori diversi da quello commerciale e degli aiuti allo sviluppo. Primi fra questi la ricerca scientifica, la protezione ambientale o la lotta contro lo spaccio di droga. Oltre alle relazioni bilaterali, l’UE č anche attiva nelle organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, la NATO, e il Consiglio d’Europa, oltre che in raggruppamenti regionali in varie parti del mondo.

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