Imprese e industria
1. Politica d’impresa e industria
La politica d’impresa e industria dell’Unione europea mira a creare un ambiente favorevole per le imprese e le compagnie europee, per la crescita economica, i posti di lavoro e il benessere e a sostenerle per riuscire a competere e commerciare in condizioni di parità e di equità in Europa e nel mondo. Con questi interventi, inoltre, si vuole fare dell’Europa un luogo attraente per investire e lavorare specie per le imprese più innovative ad alto potenziale di sapere.
Particolare attenzione viene prestata alle necessità specifiche di alcuni settori industriali come quello alimentare, informatico o automobilistico mentre si cerca di garantire il funzionamento ottimale di settori di importanza strategica come quello della difesa, aerospaziale, biotecnologico, chimico e meccanico.
La Commissione europea sottolinea la necessità di integrare politiche disparate come commercio, ricerca, mercato interno, formazione e società dell’informazione, sviluppo rurale, fiscalità e ambiente, in modo da potenziare le conoscenze e l’innovazione in tutto il settore industriale dell’UE. Gli ostacoli alla concorrenza vanno rimossi e la legislazione ridotta al minimo nell’interesse della crescita. Alle imprese si chiede di impegnarsi a realizzare uno sviluppo sostenibile, a potenziare le loro capacità e ad usare in modo razionale le risorse naturali, a ridurre la povertà e a rispettare i diritti umani.
L’UE auspica di dover ricorrere ad una regolamentazione dei prodotti e della produzione per le imprese solo quando ciò sia assolutamente necessario. Solo in alcuni settori, come quello farmaceutico, è necessaria un’autorizzazione preventiva, prima cioè che il prodotto venga immesso sul mercato. Norme rigorose si applicano alle sostanze chimiche. Un compromesso atteso da tempo su REACH – la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche – fu raggiunto nel dicembre 2006 per entrare in vigore nel giugno 2007. Il pacchetto REACH impone ai produttori e agli importatori di sostanze chimiche di fornire dati sulla salute e la sicurezza di circa 30.000 sostanze chimiche che vengono attualmente utilizzate nei prodotti di uso domestico. Tra questi figura una vasta gamma di sostanze, dalle plastiche usate per la produzione di giocattoli, telefoni cellulari e articoli per la casa fino ai prodotti chimici usati per la pulizia, le pitture e i tessili.
Tutte le sostanze devono essere registrate entro un periodo di 11 anni presso la nuova Agenzia Europea per la Chimica (AEC) che ha sede a Helsinki. L’Agenzia dovrà coordinare la valutazione delle sostanze chimiche sospette e gestire una banca dati pubblica per fornire informazioni ai consumatori e ai professionisti. Il suo lavoro inizierà con le sostanze chimiche più tossiche e di più ampio consumo. Se si può usare una sostanza più sicura ad un costo ragionevole, quella più tossica va sostituita. La responsabilità di provare che i loro prodotti sono sicuri ricade sui produttori. Si auspica che REACH possa diventare un valido strumento per rafforzare la protezione della salute e dell’ambiente dei cittadini europei potenziando anche la capacità di innovazione e competitività dell’industria chimica europea.