Occupazione - Affari Sociali – Salute
1. Premessa
Punti principali:
- Mantenere la competitività nell’economia globale
- Occupazione, iniziative sociali e salute come estensioni della strategia di Lisbona
- Ristrutturare il mercato del lavoro
L’Unione europea è la più grande economia del mondo. Il fatto che l’UE abbia puntato sulla crescita economica per tutto il 1980 e il 1990 ha fatto sì che nel nuovo millennio essa potesse ampliare gli obiettivi per garantire una crescita sostenibile, l’eguaglianza sociale e il miglioramento della salute e del benessere dei suoi cittadini. Attraverso iniziative e interventi politici, l’UE cerca di trovare il giusto equilibrio tra il restare competitiva nell’ambito dell’economia globale e il rispetto della necessità di assicurare eque condizioni di vita e di lavoro ai suoi cittadini. Tuttavia ogni stato membro ha sue politiche interne in materia di occupazione e affari sociali e quindi il principio della “sussidiarietà”, fissato dal Trattato di Maastricht, lega le mani dell’Unione europea su alcune questioni importanti per i paesi membri. In linea di massima le politiche relative agli affari sociali e alla salute ricadono sotto la responsabilità dei paesi membri a livello nazionale.
L’UE quindi svolge più che altro un ruolo di coordinamento per aiutare i suoi membri a raggiungere obiettivi comuni, compresa la parità delle opportunità, il miglioramento delle condizioni di lavoro, la salute sul posto di lavoro e le questioni legate alla sicurezza oltre alla creazione di apposite reti per incoraggiare la mobilità dei lavoratori. Mentre alcuni recenti allarmi alimentari hanno favorito un’azione comune a livello europeo negli ultimi anni, il ruolo dell’Unione è ancora limitato a quello di coordinamento, comunicazione e supporto per la ricerca. Le conquiste dell’UE comprendono l’espansione dell’Agenzia Europea per i Farmaci (EMEA) con l’ingresso di nuovi membri e dei paesi candidati oltre ad aver aumentato gli sforzi per migliorare la comunicazione tra gli scienziati, i media e il pubblico.
Molte delle iniziative in corso nel settore dell’occupazione, affari sociali e salute sono ampliamenti della “nuova” strategia di Lisbona volta a rinnovare gli aspetti sociali, economici e ambientali. La Strategia di Lisbona si proponeva di fare dell’UE “l’economia basata sulla conoscenza più dinamica e competitiva del mondo capace di crescita economica sostenibile con maggiori e migliori posti di lavoro e maggiore coesione sociale e rispetto dell’ambiente entro il 2010”.
Nel 2004 l’ex primo ministro olandese Wim Kok fu incaricato dalla Commissione di guidare una commissione per la revisione della Strategia di Lisbona. La commissione trovò che pochi progressi erano stati compiuti verso gli obiettivi della strategia e che l’Unione stava attraversando una fase di ristagno economico. Venne raccomandato di porre di più l’accento sulla crescita economica e sull’occupazione.
L’iniziativa strategica della Commissione sulla Partnership per la Crescita e l’Occupazione cercò di affrontare i problemi indicati nel Rapporto Kok. Per l’occupazione, l’obiettivo del 2010 era quello di un tasso di occupazione complessivo del 70%. Tra i settori chiave figurano: il rilancio dell’innovazione, migliori e più numerosi posti di lavoro, forza lavoro flessibile, migliore istruzione e maggiori competenze, investimenti in R&S, miglioramento delle infrastrutture europee, un mercato interno efficiente e una migliore regolamentazione.
Il Rapporto Congiunto sull’Occupazione della Commissione del febbraio 2007 indicava che la disoccupazione è calata dal 9,1% nel 2004 all’8,8% nel 2005 e che l’occupazione è aumentata dello 0,8% nel 2005. Il rapporto parla anche della necessità di creare 22 milioni di posti di lavoro per raggiungere gli obiettivi del 2010. Allegato al Rapporto sull’Occupazione c’era anche un Rapporto Congiunto sulla Protezione Sociale e l’Inclusione Sociale che ribadiva “la necessità di progredire nella riduzione della povertà infantile, nell’inclusione attiva, nell’ammodernamento del calcolo delle pensioni e nell’accesso alle cure sanitarie”. Il Rapporto Sociale indicava inoltre che “nel 2004 il 16% dei cittadini dell’UE vivevano ad un livello di povertà calcolato al 60% inferiore al reddito nazionale medio”.
Il nuovo rilancio della crescita e dell’occupazione sembra aver funzionato: nel 2006 l’occupazione è aumentata dell’1,4% nell’Unione europea.
Restructuring of the Labour Market is the consequence of global competition and the shift of certain working sectors, technology that changes the face of the job market and many other factors. In order to weather these changes, the EU must restructure the labour market in order to promote enterprise and competition. The various policies that affect restructuring are organized under a Restructuring Task Force and the launch of a Restructuring Forum. The policies include:
- Legislation to ensure integration with the global economy, including corporate restructuring and the implementation of social dialogue, and an Industrial and Enterprise Policy to affect economic and technological development and anticipate change
- An effective Employment Policy to improve the labour market and increase worker adaptability and the investment in human capital
- EU Funding
- Competition Policy, including control of state aid and Merger Regulation
- External Policy between the EU and its partners and with international organisations
The two cornerstones of EU’s employment and social policies are the European Employment Strategy on job creation and labour market reform strategies and a Social Agenda designed to ensure that the benefits of the EU’s growth benefit everyone in society and every region in the European Union.
Quick-jump to other chapters in this dossier :
Chapters
- 1. Premessa
- Occupazione
- 3. Affari Sociali
- 4. Sanità
- 5. Allargamento dell’UE
- 6. Key policy makers and contacts